CAMPINO E SOMERARO

– Chiesa parrocchiale di san Grato in Campino
– Chiesa della Madonna della Neve in Campino

FESTIVITA’ ANNUALI della PARROCCHIA:

Madonna della Neve: 5 agosto e domenica precedente

-Festa patronale: S. Grato, 7 settembre

-Compatrona: S. Lucia, 13 dicembre

-Quaresima: rito Via Crucis, data variabile

MINOLTA DIGITAL CAMERAChiesa di san Grato in Campino (Foto d’epoca)

E’ probabile che nel triste contesto del flagello della peste gli abitanti del villaggio eressero l’oratorio dedicato a S. Maria della Neve, come documentato dagli storici i quali ci dicono che dal 1667 una Cappellania era stata annessa a detto Oratorio già esistente con quello di S. Grato, “…in quel fazzoletto di terra chiamato Cademplerio”; infatti, se nelle terre lombardo-piemontesi la prima metà del XVII secolo fu dominata da guerre, carestie, pestilenze e razzie varie, la seconda metà fu invece segnata da un particolare rinnovamento spirituale, grazie anche ad un’intensa attività di visite pastorali nelle singole diocesi con un conseguente rilancio delle istituzioni confraternali nel mondo laico. Di S. Grato, ad esempio, costruito in data imprecisata, si sa solo che nel 1590 (a quel tempo portava il titolo di “oratorio di S. Maria”) era molto piccolo ed in pessime condizioni tanto che il vescovo fu costretto ad interdirne le funzioni; lo apprendiamo in occasione del Sinodo diocesano celebrato da monsignor Cesare Speciano, vescovo di Novara, nel corso del quale vennero registrate tutte le chiese parrocchiali e gli oratori. Dobbiamo arrivare al 1602 per avere la chiesa nuova, eretta sullo stesso luogo dove ancora oggi si trova, con ciò che rimane del primo cimitero. In seguito le fu edificato accanto un ossario, ancora esistente.
Dagli atti conservati presso l’archivio diocesano vescovile della Curia di Novara siamo in possesso di una stima dei beni sia della Cappellania di S. Grato che dell’Oratorio della “Beatissima Vergine della Neve” e che riportiamo fedelmente nell’elencazione seguente. La chiesa di Campino divenne parrocchia del Vicariato di Stresa il 1° luglio 1805, staccandosi dalla curia di Baveno, essendo stato eretto in Chiesa parrocchiale l’oratorio che già esisteva dedicato a S. Grato; forse per merito dell’allora canonico bavenese Giambattista Protasi nativo di Campino e divenutone, da quel momento, primo parroco e figura di spicco del clero di quel tempo, tanto da essere nominato vicario foraneo di Stresa e subeconomo del distretto di Lesa; dagli atti conservati presso l’archivio storico del comune di Stresa, ci risulta essere stato anche sindaco di Campino dal 1828 al 1833. Le spoglie di questo primus sacerdos, come attesta una lapide posta a lato dell’altare dedicato alla Madonna del Rosario, sono ancora conservate nella chiesa parrocchiale di Campino, da sempre dedicata a S. Grato protettore dei campi e dei prodotti agricoli. Un patrono che esorcizzava la paura delle calamità naturali, quali temporali e tempeste, in un paesino caratterizzato, come abbiamo già evidenziato, da un’economia estremamente povera. Lo si festeggiava, e lo si festeggia tuttora, il 7 settembre; mentre il 13 dicembre la tradizione vuole che si celebri la festa in onore di S.Lucia, compatrona con San Grato e protettrice della vista, nonché di tutti gli scalpellini della zona che andavano a “fare i picasàss” nelle cave di Baveno.
La pittoresca Via Crucis (oggi in decadenza e mutila), che collega la parrocchiale di San Grato con l’oratorio della Madonna della Neve fu costruita nel 1878 (come si rileva dalla relazione stilata dall’allora parroco Francesco Airaga in occasione della visita pastorale del vescovo Stanislao Eula) grazie alla generosità di qualche benefattore ed alla disponibilità e sacrificio di tutti gli abitanti. Essa è, ed era, “a percorso”, a differenza di quella di Levo del 1700 che è “a cinta” e di quelle di Baveno e di Stresa che sono “a portico”. (vb)

∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼

– Chiesa parrocchiale di san Bernardo d’Aosta in Someraro
– Chiesa della Madonna della Consolazione in Someraro

FESTIVITA’ ANNUALI della PARROCCHIA:

-Festa patronale: S. Bernardo d’Aosta, 3° domenica di giugno

-Madonna della Cintura: 1° domenica dopo ferragosto

Someraro

 

 

 

 

 

 

Chiesa di san Bernardo di Mentone in Someraro

La storia ci dice che nel XII secolo gli abitanti di Carciano furono costretti a fuggire dal terremoto e, parte di loro, si trasferirono a Someraro costruendovi un oratorio dedicato a san Bernardo di Mentone divenuto poi la chiesa parrocchiale della comunità. Dai documenti del Sinodo Diocesano del 1590 era intitolato come “oratorio di san Bernardo”.Nel 1887, per comodità della popolazione, iniziò l’edificazione di una chiesa più centrale per il paese e più funzionale sotto il titolo della Consolata (anche Madonna della Cintura), come ricorda una lapide affissa nel tempio. 

*Le due comunità di Campino e di Someraro costituiscono un’unica parrocchia, sotto il titolo dei santi Grato d’Aosta e Bernardo di Mentone, dal 5 dicembre 1974. (vb)

=========================================================================

La Candelora a Campino 

Una tradizione e devozione religiosa ancora molto sentita a Campino è quella della Candelora (2 febbraio) che nella liturgia romana è il nome popolare della festa della Purificazione di Maria Vergine e fa memoria della Presentazione di Gesù Bambino al tempio. L’antica tradizione di portare ceri nella processione, che precedeva la Messa solenne, diede origine al nome Candelora. Tale festa proveniva da Gerusalemme e Roma l’accolse unendole una processione che dalla chiesa di sant’Adriano al foro si portava a Santa Maria Maggiore. Prima della processione venivano benedette le candele simbolo della Luce.

A Campino la festa della Candelora è vissuta con particolare fervore grazie alla presenza dell’antichissima Confraternita femminile delle Consorelle di Maria Santissima. Si può dire che quasi tutte le donne di Campino e altre dei dintorni rinnovano la loro iscrizione ogni anno versando una quota (oggi 5 euro) che dà diritto ad una candela decorata e ad una celebrazione annuale per ricordare le consorelle defunte e per impetrare la grazia del Signore per la salvezza dell’anima.

In passato le candele erano miniate ed a seconda del grado di anzianità raggiunto dalle singole consorelle, la candela assumeva proporzioni diverse e varietà di decorazioni finemente lavorate. Il denaro avanzato per l’acquisto delle candele serviva alla parrocchia per dotare la chiesa della cera necessaria; ogni altare disponeva di sei candele ed in occasione dei funerali bisognava rinnovare tutta la cera: “cera nuova” si diceva. La regola era: due candele accese per la messa letta, quattro per la messa cantata alla domenica, sei per le feste solenni; a Natale, Pasqua, Pentecoste e feste patronali erano accese le candele di tutti gli altari.

L’antica tradizione è ancora viva nella piccola frazione di Campino, anche se in tono più dimesso.  

Ricordi della festa

Ecco un’inedita testimonianza anonima pubblicata da don Aldo Gaddia:

«La celebrazione del 2 febbraio svegliava noi chierichetti abbastanza preso. Mezzi assonnati ci preparavamo con grembiulino nero e colletto bianco, perché dopo la funzione si andava subito a scuola. La soddisfazione di avere per ciascuno di noi una candela miniata era grande e poi ci si divertiva con la carbonella. Davanti alla chiesa il sacrestano accendeva il fuoco e noi a turno a ravvivarlo aggiungendo il carbone di legna tra uno scapaccione e l’altro, perché a quell’età ci si divertiva anche…[così].

Quindi si entrava in chiesa in solenne processione al canto del “Lumen ad revelationem gentium et gloriam plebis tuae, Israel!”. Ricordo che abbiamo sempre mantenuto negli anni del seminario. La candela non era uguale per tutti, venivano rispettati i gradi: confratelli, componenti del coro, il maestro dei novizi, la maestra delle novizie. Per i massimi rappresentanti della parrocchia c’erano delle candele talmente ben lavorate che erano veramente opere d’arte e di liturgica fantasia»[1]. (vb)

[1] Dal Bollettino parrocchiale di Campino-Someraro del febbraio 2002.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *