Un amico ci scrive. LA…RE = Non sono due note musicali. Un missionario mi racconta e mi spiega:

«Mi sveglio e ricordo stranamente il sogno appena fatto. Non so a voi, a me succede raramente. Incontro un amico, appena tornato da un’esperienza di missione in Africa. Chiedo com’ e’ andata.

Bene- risponde- bella e utile esperienza, da consigliare soprattutto ai nostri giovani. Mi porto pero’ nel cuore, con un po’ di preoccupazione, una sigla che riassume il mio giudizio su quella drammatica realta’ che e’ il “famoso” Terzo Mondo. Spiegami meglio gli chiedo. Tornando in aereo, continua il racconto, ho meditato sulla mia esperienza e ho sintetizzato (come impressione personale) che tanta Africa necessita di cio’ che semplifico appunto in una sigla: LA-RE. Ecco, dove RE significa RESTITUZIONE. Lo ringrazio, lui mi saluta e scompare.

Al mio risveglio pero’ la sigla continua a frullare nel cervello in modo ossessivo. Prendo carta, penna e calamaio e metto giu’ due idee nate da tanti anni di studio sul “Terzo Mondo”.

Ha ragione l’amico del sogno. Il riscatto per questi milioni di esseri umani disperati passa davvero dalla Restituzione da parte di noi popoli ricchi e opulenti. Come non ricordare gli appelli di Camara in Brasile, Raul Follerau per i lebbrosi,fino ai giorni nostri con Piero Gheddo del Pime , Don Vittorione, i nostri missionari Diocesani, tutti i Papi degli ultimi settant’anni,  ecc.

Ricordo ai tempi dell’universita’ uno studio serio e competente sul tema della colonizzazione. Per molti decenni vari Stati Europei avevano sfruttato, derubato (spesso con violenza) i popoli africani. Alla fine degli anni ’60 stop alla colonizzazione.L’indipendenza (o quasi) dei vari Stati africani viene accolta come una vera svolta, finalmente l’occasione per il riscatto e il progresso dell’Africa. Purtroppo non e’ stato cosi’!

A distanza di oltre 50 anni la situazione, secondo molti esperti (quelli veri che hanno vissuto, lavorato, sofferto in Africa) e’ addirittura peggiorata. Si e’ continuato a sfruttare, depredare quelle terre lontane con l’arma “legale” del commercio, degli accordi fra Stati, con il tacito consenso degli organismi internazionali, con la collaborazione interessata di tanti politici locali (spesso dittatori da decenni). E poi? Decine di guerre tribali, costruite o provocate ad arte, all’insegna dell’antico motto: “Dividi e governi”. Cosi’ si possono vendere armi e lasciare che etnie e popoli interi si scannino tra loro, magari anche con la scusa delle lotte di religione. I politici, i regnanti, i dittatori intanto vivono da nababbi protetti dagli stati sfruttatori o dalle multinazionali che con le loro regalie spadroneggiano nello sfruttamento delle risorse locali. Ultima triste realta’ l’invasione della Cina in Africa. Milioni di ettari avuti per poco, fatti rendere al massimo, con le briciole alle popolazioni autoctone e gli alti profitti (denaro e prodotti) all’impero del “Grande Oriente”.

Pausa. Penso a Gesu’ che un po’ indispettito disse: “ma i poveri li avrete sempre con voi “.Quindi dobbiamo rassegnarci, restare indifferenti? Tutt’altro. Proprio perche’ ci saranno sempre dobbiamo TUTTI fare la scelta della RESTITUZIONE e non solo del nostro SUPERFLUO come tuona spesso Ernesto Olivero del Sermig di Torino. Una grande responsabilita’ passa anche alle nuove generazioni. Papa Francesco continua a sottolineare l’esigenza di una “chiesa in uscita” e sprona i giovani di tutto il mondo ad essere protagonisti del cambiamento. Protagonisti intelligenti, quindi seri e documentati conoscitori della storia e dei popoli. Protagonisti solidali e generosi, con una profonda conoscenza della propria vocazione, del senso della propria vita. Il futuro del mondo, la pace, la giustizia (che si realizza solo nella verita’), e’ nelle mani di milioni di giovani che desiderano fino in fondo salvare se stessi dalle sirene che propongono il “tutto e subito”.  Il Sinodo dei Giovani voluto dal Papa sia il trampolino di lancio per una nuova generazione di “eroi”, senza armi e con cuore puro.  Allora sara’ vera “liberazione” quella detta e scritta da 2000 anni: “Ama il prossimo tuo come te stesso”».                                                    Beppe… 25  Aprile  2018

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