In mostra circa mille immaginette della collezione privata di don Gian Luca Villa

Articolo di Luca Gemelli su La Stampa

Un percorso nella devozione popolare attraverso i santini è [stato] visitabile [dal 26 dicembre] fino all’11 gennaio nella sala parrocchiale di Stresa. […] Un migliaio gli esemplari esposti, provenienti dalla collezione privata di don Gian Luca Villa, parroco di Stresa. Li raccoglie da quando ha 11 anni e ora ne ha circa 5.000. Mentre i compagni di scuola amavano le figurine dei calciatori, don Gian Luca si dedicava alla ricerca di immaginette sacre.

«I due cardini fondanti di questa passione nata da ragazzo – spiega il parroco di Stresa, cresciuto a Bèe – sono stati una radice vocazionale già in essere che era espressa da questa attrazione per il mondo del sacro. E poi ero attratto dal mondo del bello e questo mi è stato trasmesso anche dalla mamma». La passione si è poi portata avanti neglianni. «Questi piccoli capolavori suscitavano in me uno stupore, il bello è come una calamita che attrae – spiega don Villa –. Nello stesso tempo, quando guardavo quei santini rimanevo attratto dalla loro simbologia e la curiosità mi spinse a una ricerca per scoprire la storia e la vita di quei santi». La raccolta di immaginette iniziata in famiglia si allargò agli abitanti di Bèe e così molti esemplari vennero salvati dalla distruzione.

Visitatori alla mostra dei santini

In sala parrocchiale sono esposti un migliaio di santini del XIX e del XX secolo. Numerose le tecniche di realizzazione delle immaginette esposte: da quelli più semplici con la stampa monocromatica ad altri che, al colore, affiancano particolari realizzati in tessuto o tecniche che li trasformano, alla loro apertura, in pop-up con scene sacre. La mostra, che è a ingresso libero, è stata allestita dal gruppo artistico culturale della parrocchia.

La storia dei santini affonda le sue radici nel tempo: la tradizione di conservare queste raffigurazioni risale al 1300, quando con ogni probabilità si trattava di immagini staccate dai libri di pre-ghiera. Il primo santino documentato, dedicato a San Cristoforo, risale al 1423.

Con l’invenzione della stampa inizio la realizzazione su carta, mentre tra Seicento e Ottocento i santini diventano opere d’arte, realizzate spesso da frati e suore.